Cara Brigitte,
ti scrivo da un altro mondo, da un’altra vita, da un’altra città.
Cerco un fiore per quegli occhi che una volta facevano frrrr e oggi si commuovono per le foche e le balene. Mi volto indietro e rivedo Saint-Tropez, la bolgia infernale dell’«Esquinade», le interminabili notti tra l’«Escale» e il «Papagayo», e una sera in cui c’eri tu ad applaudire les italiens.
Auguri. Conosco il tuo indirizzo per esserci passato in un tempo remoto, quando la gioia di vivere era sulla faccia di ragazzi e ragazze e tutti avevamo un sogno.
Era il ’68, e io me lo giocavo a piedi nudi ballando sui tavoli per piacere, per conquistare, immaginando che non sarebbe mai arrivato domani. Avevo 24 anni, in terra di Francia mi sentivo un moschettiere: bevevo micidiali «cointreau» con Johnny Holliday e giocavo a calciobalilla con Gilbert Becaud nei pomeriggi di place Delice,
poi rapivo qualche amica sulla spiaggia di Pampelonne e aspettavo il tramonto come un bambino. [...]
Lettera di Gigi Rizzi a BB, per il suo compleanno. Dovrebbe essere in un'antologia di classici per il Liceo.

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