venerdì 21 giugno 2013

Il paradiso del popolo (tedesco) tutto

A me ste cose piacciono.
Intendo dire l'inutilità e la grandiosità concomitanti di certe cose che gli uomini  fanno.
Tipo,
 il Marina Bay Sands Hotel a Singapore,


tripode maestosamente ignorante, 
una Ela Weber dell'architettura asiatica che nonostante tutto il kitsch mi offre una replica facile al decadentismo caustico di mio padre quando va in loop da denuncia del "nulla" che lasceremo ai posteri,
"quando invece i romani [...],
e i greci [...],
e Versailles [...]".

Sarà ben futile, ma non è che al Colosseo si riunissero letterati e filosofi. 
E poi ci ha la piscina più alta del mondo, lassù sulla rampa di lancio. La piscina a sfioro, quella famosa che tutti quelli che sono andati da quelle parti hanno usato almeno una volta come foto profilo in fb, veicolo naturale di agiatezza e di progresso borghese del terzo millennio. Ecco, quella lì.

Premessa fatta, andiamo in Germania.
Perchè in Germania c'è un posto che si chiama Prora, sull'isola di Ruegen, a nord sul Baltico.
E lì c'è forse, in tutta la sua materia dura, il primo progetto strutturato di turismo di massa.
Fatto da chi, la Germania nazionalsocialista, di pianificazione e logistica di masse se ne intendeva. 
Eccome.


Il paradiso del Popolo, o della Nazione, ovviamente rigorosamente tedeschi, era nient'altro che un resort balneare per 20 mila persone.








La regola, dall'Impero Romano alla dittatura cinese, dal Circo Massimo alle Olimpiadi di Pechino, si riconferma nella banale offerta di attività ricreative a basso costo. 
Giacché il regime a tutto pensa, e in particolare ci pensò la Kraft durch Freude, cioè l'organizzazione che gestiva tutta la faccenda, con forza attraverso la gioia, sponsorizzando anche crociere per tutte le tasche, ma anche il progetto di altri quattro centri balneari mai nati, ma anche la gestazione dell'idea di un'auto utilitaria che poi altro non sarà che questa qua:


Ora son lì a pensare che farci di questi 5 km di ambiziosa cementificazione.
Perché il pensiero del regime, non quello democratico-latente, ma quell'altro brutto-propagandato, spaventa sempre un pò. Forse più gli altri che i tedeschi stessi.

Quel che mi rincuora è però il sapere che, qui come a Consonno, c'è gente che si fa fotografare in intimo.




E io non ho mica ancora capito il perché.

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