martedì 22 ottobre 2013

Dovute precisazioni - appendice al post precedente

Un paio di notarelle delucidative nonché correttive di quanto scritto ieri a proposito della mostra.
Senza che nessuno me l'abbia richiesto, tra l'altro. 
E lo faccio citando CZ, uno dei fautori dell'evento.

punto 1 - ho ringiovanito la casa di una trentina d'anni, che, per quanto residenza di pregio, è "semplicemente un posticcio creato negli anni '60". Mea culpa.

punto 2 - la demolizione di ville antiche/datate, innegabile moda ticinese che conta ahimè numerosi casi, assume questa volta valenza simbolica amplificata di ponte con il passato verso il domani, e non anzi di rottura.

Cioè:

"L'evento, a differenza di quanto invece succede quando si abbattono case, è stato fatto per ricordare e commemorare il passato della casa: ogni cosa terrena (in questo caso la casa diventa metafora) è destinata ad accogliere i mutamenti dati dallo scorrere del tempo"

e infatti

punto 3 - il progetto che ha vinto il concorso prevede la riqualifica della zona, il mantenimento del parco, la coltura della vite (ché il vino è lo specchio della mente, diceva Eschilo). 
Nessuna classica speculazione edilizia, quindi. 
Nessun furtivo e frettoloso abbattimento, soprattutto. 
Appunto, amplificazione (e catarsi) tramite l'arte.

Che non si fraintenda, il progetto mi garba parecchio, l'ho propagandato perchè c'è dentro tutto quel che mi piace - il Tempo, l'inabitato, i giovani artisti, le performance live, lo spumante fresco, le case vecchie, i quartetti jazz, i buffet, il nuovo, l'Arte come temporanea ed effimera, il Ticino; 
il cinismo e quella presunta ironia di certe mie frasi quassù (o quaggiù) sono solo un veicolo di confezionamento di un elogio, o di un'attenzione, o di un consiglio personalissimo
E quando si tratta di critiche, nel senso negativo, ho sempre scelto la via più diretta.
Ma, direi, questo non è proprio il caso.

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