Mi cito perchè l'autoreferenzialismo si addice al s-oggetto e perchè mi piaccio, di tanto in tanto.
"[..] dis-imparare è allora l’unica strada verso la vera
stupidità, ammesso che lo stupido è colui che, da stupor, si sa stupire,
anche delle piccole cose. Al diavolo allora la prospettiva, le tre dimensioni,
il bello estetico (oggettivo e non), la scrittura di scena, la commedia, gli
endecasillabi, il contorno, la tecnica dell’acquarello in 12 uscite a 5 euro e
novantanove, le file interminabili di morti in piedi di fronte alla Monna Lisa, le
melodie gradevoli, il vano sforzo di trovare dell’Arte laddove non ve n’è
traccia;
la scoreggia di Stato".
E' dicembre, o comunque un mese in cui fuori nevica, e in un mezzo ex magazzino un pianoforte prova a rappresentare un quadro (e viceversa). Il pianoforte lo suona un ragazzo che non ci vede.
L'idea sapeva di nuovo (Cose Nuove).
Nell'introduzione non richiesta parlavo di "fusione
musica-pittura, che è poi quel che più mi interessa, alla ricerca di un mancamento, di una piccola estasi, nell’atto fisico di
disvelamento della tela (momento visivo) e di coincidenza con la melodia
prodotta (momento uditivo) da chi, non vedente, è l’incorrotto per natura".
Scalzato se stesso dal -Boba che era, il Futur- NON è un artista, NON è un pittore, NON è un paroliere, NON è un poeta, NON è neppure un esteta. Non c'è nessuna rivoluzione in corso, - perfette incubatrici di burocrati - non le facciamo più da quando abbiam scoperto i week end in Riviera; non c'è nessun manifesto (pensiero). E meno male. Non posso che s-consigliarvelo perchè non vi piacerebbe, lui e la sua presunzione, e se mai ci berrai un Martini insieme o una bottiglia di prosecco da poco, in quel postaccio del Bar Ducale, mio caro Polonio dovrai ammettere che è pazzia sì, ma c'è del metodo dentro. E,
"le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano.." (on the road, banalmente).
Continuo a piacermi: "Un'Arte, un manierismo, anzi un non-modo (laddove non v'è più modo) senza bisogno di spiegazioni: è poi Arte se ciò che
è esposto sopravvive solo in relazione alla placca metallica codificatoria posta di
fianco? se non immediatamente percepibile? Torniamo ad un’Arte reale, cioè fine a se stessa, che ci scuote senza pudori e che, per questo, ci soddisfa. Si bandisca il progetto, la
volontà, il pensiero. Si torni a teatro, alle mostre, alle arene, con la coscienza
di abbandonarsi alla fatica dell’Arte, senza domande. Se ne esca penetrati,
scossi, violentati e inevitabilmente impossibilitati di raccontare, a chi non
c’era, a che cosa abbiamo assistito".
Il Futurboba è un principe cestinato.





Non sono lucida oggi. Ve lo dico prima, metto le mani avanti e dietro. Lo so, non è corretto.
RispondiEliminaMi prenderò comunque tutte le responsabilità di quello che di seguito sarà.
Milioni di volte ho sentito dire “quella cosa li l’avrei potuta fare anche io”.
Ecco. E’ il condizionale che ti fotte. La Guernica viene fuori da anni a disimparare, a togliersi le regole dalla testa, da periodi blu, rosa, disconnessi e signorine d’Avignone e “Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi.” Cancellare la tecnica dopo aver dimostrato di averne una padronanza estrema. Io lo chiamo coraggio, o avventatezza. O genio.
Ma secondo voi Batman e Supermen si son mai dati del gaio o dell’ impotente?
Perchè di questo si parla, di due che credono di aver superpoteri. Il superuomo non centra nulla.
Siamo ad un livello superiore. Non voglio entrare in un discorso che, probabilemente, non sarei in grado di sostenere. Non voglio fare del qualunquismo, ne siamo già sommersi. Voglio solo mettere la questione ad un livello semanticosemioticovisivo. Ridicolo, quale già è.
Ora immaginiamo che i cieli Gothamiani e Kriptonitici abbiano un punto di giunzione e che i nostri beneamati si conoscano grazie ad amici di amici. Sei gradi di separazione – a volte fossero di più sarebbe meglio. E ci siamo:
B: Piacere B
S: Piacere S
Escono per un aperitivo…”Ti presento il mio maggiordomo,e io ti presento Robin così si fa una cena da me da te, un tavolo sul grattacielo più alto, invitiamo anche Spidermen che ultimamente gli insetti scarseggiano, magari pure Cat Woman…” .
Scatta la faida tra superuomini.
Il feromone risveglia la recondita voglia di supremazia del maschio dominante.
A questo punto tutto mi immagino fuorchè:
B: sai Catty S è impotente
S: taci tu. Omosessuale. Robin mi ha rivelato tutto. Un drogato come te poi… tsk
(le onomatopee mi doverbbero aiutare)
BANG, CRASH, STUNG, BING. Prot.
E giù tavoli per la testa, capre che volano, tirate di capelli e lotta nel fango.
…
C: Spiderman che ne dici di una pinta di birra al pub? O forse è meglio uno sbagliato. Alla goccia.
Oggi va così. Lo sconsiglio è “non datevi all’arte che Sgarbi e Toscani dovrebbero in parte rappresentarla. Rimanete ignoranti, sedate fame e curiosità. Non avrete problemi. Almeno con il vostro cervello.
Il cinismo si è impossessato di me.