martedì 1 luglio 2014

Donne


"Non voglio incasinarti, Dee Dee", dissi. "Non sono sempre gentile con le donne".

"Ma ti ho detto che ti amo".

"Non farlo. Non amarmi". 

"Va bene", disse lei. "Allora non ti amo, ti amerò solo un pochino. Va bene così?". 

"Molto meglio".

Charles Bukowski - Donne




da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/stati-d-animo/frase-224151?f=a:161>

mercoledì 11 dicembre 2013

L'Italia bifronte dei Forconi

Tempo aspro di agitazioni sociali virali.
Di manifestazioni di piazza e treni fermi.
Tempo in cui la gente scende sui marciapiedi a riprendersi il valore perso.
E mentre a Kiev abbattono la statua di Lenin, 
in Italia dilaga fra le strade tutto il malcontento proprio di uno Stato fiscalmente e politicamente esasperato.

Siamo a Cortina, teatro di agitazioni già durante il (Fashion) week-end. La gente inizia a radunarsi nel piazzale,


e poi ad occupare le strade, nel tardo pomeriggio, alla classica ora dell'aperitivo:


Qui è un negozio ad essere preso di mira dai manifestanti, incuranti del sistema di sorveglianza.


Medesima scena si ripete in un'altra bottega, letteralmente presa d'assalto dagli squadristi che banchettano con appetizer offerti di ottima qualità.


A supporto anche i vip, come Gianluca Vacchi,


che troviamo in ottima forma dopo il ricovero in clinica:


Difficile il riconoscimento dei vandali da parte degli inquirenti. Sciarpe in cashmere e pellicce di zibellino bene celano i tratti somatici. Foto al vaglio dei pm.


Una triste immagine della miseria odierna: un quartetto d'archi suona inascoltato durante gli scontri, fotocopia di un'orchestra di transatlantica memoria.


Membri operativi del corteo si concedono alla stampa: qui in versione pomeridiana casual,


qui in tenuta serale con pelo e flûte. Impeccabili.


Pesa l'assenza, tra le file dei moderni girondini, di Carla Gozzi, style coach nonché conduttrice di Ma come ti vesti e Guardaroba perfetto, piegata dall'influenza tempestivamente comunicata tramite Facebook. 562 i like. 562.


Io questo Paese non lo capisco.
Ho finito.

mercoledì 13 novembre 2013

Sparate sul pianista

Chiude la Pleyel, 
quella dei pianoforti di Liszt e Stravinsky, 
quelli che Chopin diceva essere il non plus ultra
quella che faceva più di 2 mila pezzi nel 1880 e ora due al mese,
quella che aveva provato a reinventarsi (http://www.youtube.com/watch?v=3bRyPZMrjtMma non basta una linea futurista per cambiare i tempi.

Cento di questi Avicii!

martedì 22 ottobre 2013

Dovute precisazioni - appendice al post precedente

Un paio di notarelle delucidative nonché correttive di quanto scritto ieri a proposito della mostra.
Senza che nessuno me l'abbia richiesto, tra l'altro. 
E lo faccio citando CZ, uno dei fautori dell'evento.

punto 1 - ho ringiovanito la casa di una trentina d'anni, che, per quanto residenza di pregio, è "semplicemente un posticcio creato negli anni '60". Mea culpa.

punto 2 - la demolizione di ville antiche/datate, innegabile moda ticinese che conta ahimè numerosi casi, assume questa volta valenza simbolica amplificata di ponte con il passato verso il domani, e non anzi di rottura.

Cioè:

"L'evento, a differenza di quanto invece succede quando si abbattono case, è stato fatto per ricordare e commemorare il passato della casa: ogni cosa terrena (in questo caso la casa diventa metafora) è destinata ad accogliere i mutamenti dati dallo scorrere del tempo"

e infatti

punto 3 - il progetto che ha vinto il concorso prevede la riqualifica della zona, il mantenimento del parco, la coltura della vite (ché il vino è lo specchio della mente, diceva Eschilo). 
Nessuna classica speculazione edilizia, quindi. 
Nessun furtivo e frettoloso abbattimento, soprattutto. 
Appunto, amplificazione (e catarsi) tramite l'arte.

Che non si fraintenda, il progetto mi garba parecchio, l'ho propagandato perchè c'è dentro tutto quel che mi piace - il Tempo, l'inabitato, i giovani artisti, le performance live, lo spumante fresco, le case vecchie, i quartetti jazz, i buffet, il nuovo, l'Arte come temporanea ed effimera, il Ticino; 
il cinismo e quella presunta ironia di certe mie frasi quassù (o quaggiù) sono solo un veicolo di confezionamento di un elogio, o di un'attenzione, o di un consiglio personalissimo
E quando si tratta di critiche, nel senso negativo, ho sempre scelto la via più diretta.
Ma, direi, questo non è proprio il caso.