Cestiniamo il sociale, i giornali, le parafrasi, lo spread, il raccomandabile e l'accettabile, le parate di Stato, le conferenze stampa, Verdi all'Arena, Einaudi alla Scala, l'esser(ci) o non esser(ci), il partito, il voto, la rappresentanza, il sindacato, le chiese, i biglietti d'ingresso, gli inviolabili diritti, l'istruzione nazionale, l'Euro.."il Dio-io, la patria, il governo, la tolleranza intollerante di Stato.." [vedi CB, Autografia d'un ritratto].
Liquidiamo senza troppi pensieri tutto il "già dato", il sopravvalutato, l'assodato annoiato, giacché ogni conquista è in realtà svuotamento (teoria dell'orgasmo).
Parliamo di parole, per una volta, cioè di cazzate.
Riesumiamo il rifiuto e ripeschiamo, dallo stesso cestino, quel che si era dimenticato (non ce ne eravamo accorti!).
Scarti ingiustamente declassati eletti ora a primedonne, come Callas, Giudicelli, Brigitte B. e Lara Croft.
Consiglio dello s-consiglio, frugando nella dilagante mediocrità e nella vera pattumiera di questi tempi (il bacino d'utenza è piuttosto ampio), alla ricerca di margaritas ante porcos, di finezze inespresse, di fiori dal letame.
Sono un ottimista.
Sono un innamorato.
Pur/soprattutto nella parabola discendente su cui stiamo dolcemente scivolando.
Ma a noi ci piace così. Ci crogioliamo nella nostra illustrissima decadenza che sa di ultimo Impero, e che come ogni crisi, è satura di Cose Nuove.
Ecco la nostra-mia, bellissima, illusione. Quella che, senza, sarebbe tutto un piattume.
Non l'immaginazione, che copia, ma la Critica, che produce novità.
Cose Nuove.
Per cena: penne alla vodka + salmone (Cosa Nuova, per me; vecchia, in realtà, reminiscenza annisettanta; arrivo sempre dopo).


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