martedì 18 settembre 2012

Nerdismo della domenica

Palinsesto presidenziale di Canale Cingu (Rain Man) che fa da cornice perfetta al mio autismo domenicale un pò sonnacchioso, mentre l'Enzo nazionale ronza/ronfa nell'altra stanza intonando in Dolby con ammirevole successo gli scarichi delle marmitte del motogp nella capitale dell'off-shore all'italiana.

Mi innamoro un'altra volta della Golino, riccio e Converse compresi, finché il pomeriggio domestico vigevanese (scusa Valeria, ma gli amori passati ogni tanto ritornano, sono certo capirai) non mi regala piccole gioie adolescenziali mai rimosse, riposte in una ex scatola di Chianti natalizio, a sua volta riposta in uno scaffale alto dell'armadio a fiori, riposto quest'ultimo nello studio dell'Enzo; una matrioska sul genere del Magazzino 13 di Indiana Jones, ultima scena. E l'unica mente capace di ciò appartiene certamente alla presenza femminile della casa.


Il contenuto poi, in quanto a simbologia, può competere sans doute con l'Arca dell'Allenza:


Il rischio, nel mio esser telegrafico, di diventar a-stilistico (grazie Zema), provo ad abbatterlo con i ricordi. 

Carte che passano dalla Riviera, estate 99 o giù di lì, da casa Tonoli - un saluto all'ingegnere emigrato (e di ritorno?) - e dai Bagni Colombo, ai tempi in cui ancora le nonne portavano i nipoti in spiaggia. 
I tempi in cui c'erano ancora le nonne.

Arrivano nella Bassa, Zema ricordi?, pomeriggi di greco morto e filosofie della fava varie che finivano per processo naturale su un tavolino di scacchi sgomberato per l'occasione o lassù in quella mansarda che t'ho sempre invidiato. Te lo volevo dire Zema, quella mansarda sarà mia un giorno o l'altro. Alle volte poi i thé delle cingu (siamo così pieni di cliché) sotto il glicine in giardino si prolungavano con una partita buttata lì, improvvisata per testare il mazzo, testata per innervosire lo studio strascicato che seguiva, se seguiva.

Procedono verso nord, ricordo una notte (fonda) vigezzina in cui si era andati a letto storditi e consumati senza neppure salutarsi, da tanto ci eravamo odiati. Ti odio ancora per quelle dieci o più vittorie di seguito e la mansarda sarà mia.

Carte che non saprei che farmene oggi, disimparate le regole, valore economico prossimo al "poco", scavalcano il confine e, sotto al letto, mi fan stare più tranquillo (Freud ne avrebbe da dire qui, è la volta buona che mi faccio un tatuaggio..).

Passando la dogana poi - la scatola è in bella vista sul sedile di fianco - l'Huber cantonale mi chiede se ho fatto spesa, se ho alcolici (la indica), se ho qualcosa da dichiarare.

Ci penso. Vagli tu a spiegare che il valore non-quantificabile della scatola supererebbe qualsiasi deposito della sua Lugano trafficona; che mi dovrebbe chiedere visti e firme e permessi e controfirme; che la soglia della liquidità espatriabile è di certo sorpassata. Trasporto Golem e carte oro e Rith il Risvegliatore, sciocco! Quarta, quinta, sesta edizione! Mica la robaccia che stampano ora..

"Nulla, due cose stirate nel sacchetto, niente acquisti",

"Vada".

No, non capirebbe.



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