domenica 14 ottobre 2012

breve ma intenso

Meno blabla, più continuità. E più saspens. 
Questi i consigli/feedback post-cena improvvisata tra gente che di una cena così ne aveva bisogno.

Come al solito, saranno ignorati.

Concludiamo però il sabato con una nuova definizione e con un memento per il futuro.

1- la definizione: minorato sentimentale o handicappato emozionale.
Chi è privo di capacità compartecipativa alle gioie o agli affanni altrui. Sprovvisto di tatto. Apaticamente insopportabile. Anche se non detestabile: come puoi incazzarti con un cieco se ti tira una bastonata?

2- il Sans Souci. 
Il Sans Souci è il Senza Pensieri
Non solo, era la residenza fuori Berlino di quel ragazzone del re di Prussia Chicco il Grande. 
In sintesi: costruito per ossigenarsi dal ritmo furioso della city e dalla burocrazia di corte per discorrere del Nulla con filosofi e (presunti) artisti, il palazzo mi sorge proprio vicino al vecchio mulino. Ma se le pale girano e gli ingranaggi macinano, le orecchie imperali non posson riposare, neppure di notte --> Federico ordina la demolizione; è l'Imperatore. Può.

Regola generale: se si hanno pensieri, lascia perdere. I pensieri non vanno mai bene. Abbattili.

Anche se, 

si diceva in quel del Sociale, tra una tagliata e una cheese cake e un rosso da dodici euri (niente champagne con foto su fb noi altri che c'è crisi), che un mulino lì che gira c'è sempre, quindi c'è da abituar-ci-si.
Per onor della fine, ha vinto il mugnaio. E' andato in tribunale, ha fatto causa all'Imperatore, e il mulino è ancora lì oggi (reminiscenze di un corso genovese di Diritto Pub(bl)ico). Anche i pensieri son sempre lì.

Allora cambiamo, al posto dei "pensieri" mettiamo le "preoccupazioni", che forse ci calza anche meglio.

Il Senza Preoccupazioni.

ps. questo post non ha un senso. Troppo tardi.

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